Autoconsumo: il numero che conta davvero in un impianto fotovoltaico
- 21 lug
- Tempo di lettura: 3 min
Introduzione
Quando si parla di fotovoltaico, la domanda più frequente riguarda quasi sempre la stessa cosa:
"Quanti pannelli devo installare?"
Oppure:
"Quanti kW deve avere il mio impianto?"
In realtà, uno degli indicatori più importanti di un sistema energetico moderno non è la produzione complessiva.
È la capacità di utilizzare l'energia nel momento stesso in cui viene prodotta.
Questo concetto prende il nome di autoconsumo.
Ed è uno degli elementi che incidono maggiormente sull'efficienza reale di un impianto fotovoltaico.
Cos'è l'autoconsumo
L'autoconsumo rappresenta la quota di energia prodotta da un impianto fotovoltaico che viene utilizzata direttamente dall'abitazione o dall'azienda nel momento della produzione.
In pratica:
l'impianto produce energia;
una parte viene consumata immediatamente;
la parte restante viene immessa in rete oppure accumulata.
L'energia utilizzata direttamente costituisce l'autoconsumo.
Perché l'autoconsumo è così importante
Ogni kWh utilizzato direttamente è un kWh che non deve essere acquistato dalla rete elettrica.
Per questo motivo, aumentare l'autoconsumo significa migliorare l'efficienza complessiva del sistema energetico.
Negli ultimi anni il settore si è progressivamente spostato da una logica orientata alla sola produzione a una logica orientata all'utilizzo intelligente dell'energia.
Oggi la domanda non è più soltanto:
"Quanta energia riesco a produrre?"
Ma soprattutto:
"Quanta energia riesco a utilizzare nel momento giusto?"
Produzione e autoconsumo non sono la stessa cosa
Due impianti con la stessa potenza installata possono ottenere risultati molto diversi.
Immaginiamo due abitazioni con lo stesso impianto da 6 kW:
nella prima famiglia gran parte dei consumi avviene durante il giorno;
nella seconda famiglia i consumi si concentrano principalmente la sera.
Pur producendo la stessa quantità di energia, il livello di autoconsumo sarà molto diverso.
Ed è proprio questa differenza a incidere sull'efficienza reale del sistema.
Come aumentare l'autoconsumo
Esistono diverse strategie per migliorare il livello di autoconsumo.
Distribuire i consumi durante le ore di produzione
Programmare alcuni utilizzi nelle ore centrali della giornata permette di utilizzare direttamente l'energia prodotta dall'impianto.
Utilizzare sistemi di accumulo
Le batterie consentono di immagazzinare l'energia prodotta e utilizzarla nelle ore serali o notturne.
Integrare sistemi elettrici ad alta efficienza
Pompe di calore, climatizzazione elettrica e sistemi intelligenti consentono di sfruttare meglio la produzione fotovoltaica.
Monitorare i consumi
Conoscere quando e come viene utilizzata l'energia rappresenta il primo passo per ottimizzarne l'utilizzo.
Il ruolo della progettazione
L'autoconsumo non si ottiene per caso.
È il risultato di una progettazione che tiene conto di:
consumi reali;
abitudini della famiglia;
presenza di sistemi elettrici;
evoluzione futura dei fabbisogni energetici.
Per questo motivo, progettare un impianto significa oggi progettare un sistema energetico completo e non soltanto installare dei pannelli.
La nuova metrica dell'energia
Per molti anni il mercato ha valutato gli impianti quasi esclusivamente sulla base della potenza installata.
Oggi questo approccio non è più sufficiente.
Il vero indicatore di qualità di un sistema energetico moderno è la capacità di trasformare la produzione in utilizzo reale.
Perché il valore di un impianto non dipende soltanto da quanta energia produce.
Dipende soprattutto da quanta energia riesce a mettere realmente al servizio di chi lo utilizza.
Conclusione
L'autoconsumo rappresenta uno dei concetti centrali della nuova energia.
Produzione, accumulo, gestione intelligente e comportamento energetico non sono più elementi separati.
Fanno parte dello stesso sistema.
Per questo motivo, il numero che conta davvero non è soltanto quanti kW installiamo.
È quanta energia riusciamo a utilizzare nel momento giusto.





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